di Gian Luca Margheriti
«Più bella della poesia è stata la mia vita»
così diceva Alda Merini
E proprio dalla sua esperienza biografica che lo spettacolo parte: i conflitti, gli amori impossibili e violenti, la passione intellettuale e carnale, ma soprattutto la malattia, il dolore e il suo disperato superamento. Alda Merini, considerata da tutti icona di femminilità, è un personaggio in realtà molto più complesso che ha rivestito il ruolo di moglie e madre in una società ancora prepotentemente patriarcale, che è stata intellettuale e artista in un mondo di soli uomini, e soprattutto che è stata la poetessa del manicomio e della malattia mentale. Ma Alda Merini è nota anche per la sua innata capacità di trasformare il dolore in bellezza e di trovare significato pur nelle esperienze più difficili; ecco cosa rende la frase che abbiamo rubato per il titolo di questo spettacolo così potente e al contempo rappresentativa di quella che è stata la vita e l’arte della poetessa dei navigli.
