Di Eleonora Roaro
19 aprile – 17 maggio 2026
Inaugurazione domenica 19 aprile 2026 ore 18.30- 20.30
C’era una volta il cinema porno. Il Majestic Sexi Movie, la prima sala a luci rosse di Milano – aperta nel 1977 e chiusa nel 1992 – annunciava la sua programmazione con un lampeggiante rosso e l’avviso: «Immagini non adatte a un pubblico sensibile». Il desiderio, sottratto allo sguardo, si articolava nello scarto tra interdizione ed esposizione: affidato a titoli, avvertenze e luci intermittenti. La dismissione dei cinema a luci rosse, con l’avvento dell’home video, non segna soltanto un cambiamento tecnologico ma una trasformazione del regime scopico: la fruizione diventa privata, continua, de-situata. Scompaiono la ritualità e la prossimità dei corpi, con il loro carico di rischio, imbarazzo, esposizione reciproca.
Ed è in questa nuova configurazione dello sguardo che si inserisce il lavoro di Eleonora Roaro (Varese, 1989), arista visiva e ricercatrice con sede a Milano.
In LUCE ROSSA! LUCE ROSSA! l’erotico, storicamente legato all’eccedenza del visibile, viene restituito in un linguaggio leggibile ma normalizzato.
L’installazione riprende e disarticola il dispositivo del Majestic: locandina, avvertenza, lampeggiante e, sul monitor, I pornogiochi delle femmine svedesi (1971; Suburban Wives in originale), primo film proiettato nella sala. La pellicola, nella sua durata originaria, è interamente tradotta in linguaggio testuale dall’intelligenza artificiale secondo uno schema imposto dall’artista. Le immagini persistono come tracce che, ricodificate, si fanno didascalie, private della visione. La traducibilità, necessariamente imperfetta, trasforma l’opera in un luogo di attrito, che abita lo scarto tra immagine e testo, visione e descrizione, desiderio e algoritmo. Sottraendo l’immagine, Roaro ne rivela le condizioni di sopravvivenza ovvero l’impossibilità di fruirla al di fuori di un sistema che la traduce, la organizza, la rende leggibile. Ed è proprio lì, dove la visione non coincide più con la mera esperienza del vedere, che lo sguardo ancora resiste.
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SUBPLACE – stazione del passante ferroviario di Villapizzone, Milano
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