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SUMMARY:Corpo a Corpo
DESCRIPTION:Sabato 7 Ottobre\, presso gli spazi delle Vetrine di Artepassante\, Stazione del Passante Ferroviario di Porta Garibaldi a Milano\, alle ore 18.00 sarà inaugurata la mostra ” Corpo a corpo” a cura di Salvatore Carollo e Giulio Adelfio. La mostra ospiterà le opere di un gruppo di artisti siciliani selezionati da Casa degli Artisti di Termini Imerese\, inserendosi nel solco del progetto espositivo Corpo a Corpo.Le opere resteranno esposte presso le vetrine dal 7 Ottobre 2025 al 7 Novembre 2025 \nCorpo a Corpo nasce nel 2024 come mostra collettiva a Matera; riproposta poi a Fanano (MO)\, Corpo a Corpo si presenta oggi in una nuova articolazione. Non è più soltanto una mostra\, ma un confronto serrato tra visioni\, un dialogo teso e vitale tra pratiche artistiche autonome che\, accostate senza gerarchie\, danno corpo a un paesaggio frammentato e vivido dell’arte contemporanea.
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SUMMARY:Four Visions
DESCRIPTION:Artisti: Alice Zanetta\, Chiara Melluso\, Francesca Sofia Signorelli\, Simone Parise  \nCuratela: Renato Galbusera e Angelo Antonio Falmi \nInaugurazione: martedì 04 novembre 2025 ore 18:00 \n  \nQuattro giovani artisti\, provenienti dall’accademia di Belle Arti di Brera\, espongono nella mostra collettiva “Four Visions”\, un progetto nato dalla volontà di dare voce alle differenze\, ai contrasti\, ai contrari. \nCosì\, quasi a compendio delle infinite possibilità espressive del nostro tempo (dall’esperienza concettuale\, al disegno votato alla massima irruenza ed espressività\, ad un estetica minimalista e contemplativa\, sino al manierismo più classico della tecnica pittorica)\, i quattro autori non seguono un tema comune\, ma un intento: seguire il proprio percorso personale e unico\, forte delle esperienze di chi ci sta accanto. \nLo spazio espositivo\, situato nell’area metropolitana di Milano\, reppresenta il perfetto luogo di scambio di esperienze eterogenee e punti di vista. \nUn punto di passaggio\, ma anche d’incontro. \n  \nVisibile tutti i giorni orari di apertura stazione \ncome arrivare: Passante ferroviario e MM1 Porta Venezia\, tram: 9\, 5. \nIngresso angolo Corso Buenos Aires/ Viale Regina Giovanna \n  \nInfo: atelierdellafotografia.artepas@gmail.com
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SUMMARY:CHASING THE SUN - INSEGUENDO IL SOLE
DESCRIPTION:Di Alice Guareschi\ninaugurazione mercoledì 5 novembre 2025 ore 18.30- 19.30\nSUBPLACE – Stazione Villapizzone del Passante Ferroviario di Milano\n  \nInseguire il sole con uno specchio. Un gesto semplice\, quasi un gioco da bambini: catturare la luce\, farsi luce. In questo atto quotidiano\, Alice Guareschi riflette il mondo – letteralmente e simbolicamente. Il suo lavoro è un continuo esercizio del riflettere: accogliere in sé la realtà e restituirne un’esperienza\, sempre parziale e personale\, contingente eppure universale. La sua è la restituzione dello stare nello spazio-tempo dell’esistere. Esperire è anche riflettersi nel mondo e lasciare che l’immagine del mondo torni indietro\, che l’azione ricada su chi la compie. Il riflesso infatti non è mai neutro: attraversa\, modifica\, restituisce una forma diversa. In questo piccolo movimento dello specchio si condensa un pensiero sulla conoscenza e sulla relazione – l’idea che ogni sguardo\, nel momento stesso in cui osserva\, venga osservato; che ogni luce\, nel momento in cui illumina\, rischiari anche chi la produce. Un gesto così semplice crea un cortocircuito che ha del magico. Alice Guareschi\, in un’intervista\, ha dichiarato: «mi interessa davvero poco la ricerca intenzionale del poetico». E tuttavia\, in questo lavoro\, qualcosa di poeticamente generativo si manifesta: non la ricerca del poetico\, ma una sua emersione spontanea\, che riguarda la poesia come atto di creazione\, come nascita di senso attraverso il gesto. Con il video Senza Titolo (Mano\, Specchio)\, il sole\, impossibilitato a raggiungere la stazione sotterranea\, vi penetra attraverso il riflesso e\, a sua volta\, la illumina. È un paradosso che ci parla della possibilità di trovare senso anche negli interstizi del reale: nell’osservazione attenta di ciò che accade\, nell’ascolto del nostro stesso essere qui\, in questo spazio e in questo tempo. Ogni esperienza\, anche la più minuta\, è un atomo di comprensione che\, riflettendo\, può suggerire uno spazio di senso e una nuova possibilità di visione. \n  \n  \nAlice Guareschi (1976) è artista visiva\, vive e lavora a Milano. Laureata in filosofia con una tesi sul cinema sperimentale\, articola la sua ricerca utilizzando formati e linguaggi differenti\, come il video\, la scultura\, l’installazione site-specific e la parola scritta. Nel 2008 ha vinto la Borsa per la Giovane Arte Italiana degli Amici del Castello di Rivoli e nel 2022 il bando di produzione PAC2021\, promosso dalla DGCC del Ministero della Cultura. Dal 2018 insegna scrittura del progetto e ricerca creativa allo IED di Milano. Il suo lavoro è stato presentato in musei\, gallerie private\, istituzioni pubbliche e film festival\, in Italia e all’estero. Mostre recenti: Villa Arson\, Nizza (group show\, 2022); Museo Man\, Nuoro (solo show\, 2023); PAC Project Room\, Milano (solo show\, 2024); Paesaggi\, Foro Italico Roma (group show\, 2025); ALL Project Space\, Palermo (solo show\, 2025). \n  \n\nSUBPLACE è uno spazio inconsueto che convive con il consueto e la contingenza\, portando i linguaggi visivi dell’arte – che si collocano come alternativa alla logica della produzione/consumo – in questo luogo di transito\, nel flusso del quotidiano\, offrendosi come occasione per un’esperienza estetica diretta e personale\, senza mediazioni né stratificazioni per un pubblico che si trova a “inciampare” nell’opera sul suo percorso abituale. Il nome rimanda alla collocazione sotterranea\, nel mezzanino della Stazione di Villapizzone. La “vetrina” ospita progetti d’artista site specific proponendo installazioni\, sculture\, video e dipinti. SUBPLACE è un’emanazione di Surplace\, spazio indipendente per la promozione delle pratiche artistiche contemporanee attivo a Varese dal 2014 al 2022. Da questa esperienza\, configurata come una “stazione sperimentale” dove i ruoli di artista\, curatore e critico si dissolvono in favore della messa al centro dell’opera\, nasce la “vetrina” di SUBPLACE come esperimento di arte pubblica Il progetto espositivo è autogestito e interamente autofinanziato ed è a cura di Joykix (Fabrizio Longo) e Rossella Moratto.
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SUMMARY:Presentazione Musica nello Spazio
DESCRIPTION:Ci siamo: Musica nello Spazio è Realtà!\n  \nGrazie alla comunità che ha partecipato al progetto dell’Associazione Le Belle Arti e al contributo della Fondazione di Comunità di Milano si aprono le porte della sala prove\, registrazione e video. \nGiovani musicisti e videomaker hanno finalmente un luogo tutto loro… \nE la creatività vola nello spazio!\n\nConsulta di seguito il programma di Musica nello Spazio per l’anno 2025/2026:
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SUMMARY:La messa non è finita
DESCRIPTION:Un atto unico\, tratto da una storia realmente accaduta\, che suscita riflessioni molto attuali sul concetto di patria\, di cittadinanza\, di accoglienza. \nLa chiesa di una città senza nome che potrebbe essere la nostra\, due improbabili eroi\, un prete di strada\, duro\, sanguigno ma sensibile e un giovane straniero\, colto e intelligente\, fronteggiano una grave ingiustizia… mentre la piccola Lena dorme nella stanza accanto. \nTratto da una storia realmente accaduta\, il testo suscita riflessioni – molto attuali – sul concetto di patria\, di cittadinanza\, di accoglienza. \nGli attori\, attraverso un dialogo che vi porterà sulle montagne russe emotive\, porteranno in scena un piccolo miracolo contemporaneo. \n3° classificato al Concorso Nazionale Drammaturgia di Fossano (2019) \n 
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SUMMARY:Città Sospese - Indagine sul Paesaggio
DESCRIPTION:Immaginare un paesaggio in chiave transfigurativa significa affidarsi ai filtri diffrattivi ed espansivi propri del sogno e dello sguardo metafisico. \n“Se le guardi a lungo con intenzione\, dopo un po’ le cose ci parlano”. \nDi cosa ci parlano i nostri paesaggi? Di noi\, certo\, dei territori che abbiamo esplorato con le nostre fotocamere\, ma ci parlano anche del genere fotografico in sé: il nostro è un paesaggio sul Paesaggio. \nNel nostro percorso non abbiamo inteso compiere un’analitica ricognizione geografica\, ma proporre una rivisitazione del genere Paesaggio attraverso l’approccio transfigurativo. \nIl paesaggio a cui abbiamo dato luce è il nostro pensiero sul mondo\, un ritratto della natura\, cioè tutto quanto le nostre emozioni possono cogliere di ciò che ci è intimo\, che ci sta intorno e dentro\, e a cui sentiamo di appartenere. \nUn pensiero condotto con gli occhi socchiusi del sognatore\, sfrangiato\, mosso\, vignettato; oppure fermo\, silenzioso\, riflessivo. \nLe nostre città sono sospese perché quello è lo stato del sogno\, quando tutto si ferma e si entra a far parte di una cosmogonia sovraordinata\, che unisce gli esseri\, le cose\, i sentimenti e tutta la grazia del creato dentro un clic. \nIl nostro paesaggio ha un rapporto conflittuale con la bellezza. Molto diversa dal paesaggio tradizionale\, che di un certo conformismo estetico troppo spesso si nutre. \nLa bellezza che noi cerchiamo si muove fuori dalle orbite del sensazionalismo e della spettacolarizzazione.\nLe nostre immagini ci cullano dentro armonie fatte anche di brutture\, di buio o di angoscia\, perché è quella la nostra realtà prima. Che spesso rifuggiamo\, proteggendoci dietro il paravento di un bello già collaudato\, ma che invece vogliamo provare a riparare\, attraverso il recupero di assetti formali più coinvolgenti e meno stereotipati. \nDa questo punto di vista\, la nostra è una vera indagine sul mondo\, dall’esito per nulla scontato\, che ognuno potrà esplorare in una sorta di messa alla prova dei propri pregiudizi. \n— Carlo Riggi \nAbbiamo fotografato il paesaggio non per spiegarlo\, ma soprattutto per capirlo.
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SUMMARY:Concerto per chitarra classica e voce
DESCRIPTION:Concerto per chitarra classica e voce\nMassimiliano Alloisio e Camilla Barbarito\n  \nUn repertorio di canzoni a cui non abbiamo saputo resistere. \nDopo un inchino alla poesia di Garcia Lorca attraverso le cadenze orgogliose del carattere flamenco\, una rivisitazione del più famoso tango El choclo nel testo divertissement interpretato dalla focosa attrice e cantante di inizio ‘900 Tita Merello. \nE prima di un fado di quelli da cantare indirizzati direttamente incontro al mare\, la più struggente canzone rebetika greca di Tsitsanis che racconta di una domenica nuvolosa per parlare celatamente dell’occupazione armata tedesca. \nPoi facciamo incursione in America Latina\, e con nelle orecchie e nel cuore l’indelebile marchio lasciato dall’ascolto de la Llorona di Chavela Vargas dedicata a Frida Kahlo\, lanciamo il nostro grido guerriero all’inseguimento del ritmo forsennato di una rumba. \nEd altro ancora. \nUn concerto per fare sintesi di questi ultimi anni\, festeggiare una nuova collaborazione e ribadire ancora una volta quanto siamo perdutamente indissolubilmente innamorati della musica. \n 
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SUMMARY:Specchiarsi. Uno sguardo di scoperta
DESCRIPTION:Laboratorio di Drammaterapia\nConduttrici: Martina Sciavarrello\, Marina Nucci\, Ozlem Turhal\, Sonia Pozzessere\, Oriana Billeci \nDate e Orari: Sabato 22 novembre  dalle 10 alle 17\, domenica 23 dalle 10 alle 18 \n  \nLa drammaterapia è una forma di terapia espressiva che utilizza le tecniche del teatro e del gioco drammatico per favorire la crescita personale\, il benessere psicofisico e la consapevolezza di sé. Attraverso l’uso del corpo\, della voce\, della creatività e della relazione con il gruppo\, potrete esplorare voi stessi in un contesto sicuro e non giudicante. \nIl laboratorio “Specchiarsi” è un invito a regalarvi un’esperienza trasformativa\, in cui il teatro diventa uno strumento per illuminare la vostra interiorità e scoprire nuove risorse e possibilità di cambiamento. \nIn un’epoca caratterizzata da ritmi frenetici\, questi due giorni sono l’occasione per fermarvi\, ascoltarvi e connettervi con voi stessi e con gli altri in modo autentico. La drammaterapia offre il contesto ideale per farlo\, combinando il potere terapeutico del gioco teatrale con la profondità della relazione di gruppo. \nAttraverso la ludicità\, l’improvvisazione e la creatività\, andremo alla ricerca di nuovi modi per arricchire la vostra vita e le vostre relazioni. \nGli incontri hanno come obiettivo principale il vostro benessere\, coltivato attraverso tecniche di rilassamento\, movimento ed espressione creativa. Sarà un’occasione di crescita personale\, che vi offrirà strumenti per esplorare e trasformare dinamiche individuali e relazionali. Allo stesso tempo\, rafforzerete la connessione con gli altri\, in un clima di fiducia e ascolto empatico\, e darete spazio alla creatività\, esprimendovi in modo autentico e scoprendo nuove risorse interiori. \nIl laboratorio utilizza tecniche di drammaterapia e teatro esperienziale. Il metodo è partecipativo e non giudicante\, con un’attenzione particolare al processo\, più che al risultato. Alla fine condivideremo una performance simbolica del nostro incontro. \n  \nScheda/biografia soggetti coinvolti: Siamo un gruppo di professionisti con esperienze diverse in ambito educativo\, terapeutico e teatrale. Quello che ci unisce è la drammaterapia\, un modo affascinante di giocare con la propria creatività e vivere delle esperienze trasformative in un contesto di gruppo accogliente e stimolante. \nA chi è rivolto: Adulti dai 18 anni curiosi di esplorare sé stessi attraverso il gioco\, il teatro e la creatività\, a chi desidera migliorare la propria consapevolezza emotiva e relazionale\, a chi cerca un’esperienza di benessere e crescita personale in un contesto di gruppo. \nContributi necessari all’accesso: Costo complessivo di 100 euro (compreso di 20 euro di tessera associativa). \nContatti: sciavarrellomartina@gmail.com; 3462303402
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SUMMARY:La Coperta delle Donne
DESCRIPTION:Evento inserito nel programma a livello nazionele “Eredità delle Donne”\ncuratrice SERENA DANDINI\nDonazione di Alina Rizzi\nInaugurazione: 22 novembre ore  15:oo\na seguire\nREADING POESIE organizzata da Annitta De Mineo – Gruppo Bagutta (Sez. Letteratura)\n  \nUn intreccio di fili\, colori e storie femminili: La Coperta delle Donne\, ideata e coordinata dall’artista Alina Rizzi e dalla poetessa Annitta Di Mineo\, sarà esposta presso ArTé Galleria\, lo spazio situato nel mezzanino del Passante Ferroviario di Milano – Stazione di Porta Vittoria (Viale Molise\, tra via Cena e via Ortigara). \nIl 22 novembre\, dalle ore 15:30\, avverrà lo svelamento ufficiale di quest’opera collettiva in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre 2025): un momento di condivisione\, memoria e impegno civile. \nSaranno presenti Ada Risi\, Presidente della Fondazione Artepassante\, Camillo Dedori\, Presidente de Le Belle Arti APS\, e Guido Poggiani\, Presidente del Gruppo Bagutta APS-ETS. \nNel corso della cerimonia\, l’artista Alina Rizzi donerà la Coperta delle Donne alla Fondazione Artepassante\, alla presenza di Annitta Di Mineo\, referente di Bagutta Letteratura. \nA seguire\, il reading poetico “Voci di Donne” vedrà protagoniste e protagonisti poeti provenienti da diverse associazioni e realtà del territorio\, per dare voce – attraverso l’arte e la parola – alla forza\, alla sensibilità e al coraggio delle donne di ogni tempo. \n  \nVisite su appuntamento: poggianiguido@gmail.com;  347 83 12124 \nLink al programma:\n>>  https://ereditadelledonne.eu/2025/programma-off/la-coperta-delle-donne/
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SUMMARY:Spaventati Panettieri
DESCRIPTION:Evento all’aperto in Piazza Prealpi\nAndrea Meroni e Francesco Zamboni\nDue eccentrici panettieri con velleità circensi iniziano a far lievitare dall’impasto del pane scherzi e giochi di ogni sorta. Tra acrobazie pericolanti\, giocoleria con gli strumenti del fornaio e nuvole di farina magica\, non di solo pane riderà il pubblico\, ma di ogni gag dei nostri panettieri! \n 
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SUMMARY:Il tempo è finito
DESCRIPTION:DURATA: 70 minuti senza intervalli \nGENERE: Dramma \nDRAMMATURGIA DI: Mauro Giaconi \nCON: Filippo Fiorini e Mauro Giaconi \nREGIA\, SCENE E COSTUMI DI: Mauro Giaconi \nANNO DI PRODUZIONE: 2025 \n  \nFino a che punto può spingersi la cieca volontà di uccidere?  \nQual è il limite oltre il quale l’obbedienza ad un ordine ricevuto cessa di essere un dovere? \nQueste sono alcune delle domande a cui si trovano a dare risposta i due protagonisti de “Il tempo è finito”. \nE’ la notte tra il 9 e il 10 agosto del 1944\, una notte afosa\, una notte che sembra non avere fine. Milano è una città carica di tensione\, devastata dai bombardamenti e dalla guerriglia partigiana\, manca solo l’ordine definitivo e 16 partigiani siano trucidati. Questo è ciò che fa da sfondo ad un duello consumato con l’arma della parola tra il capitano delle SS Theodor Saevecke (Mauro Giaconi)\, investito dall’ordine di uccidere 16 detenuti politici\, e l’Arcivescovo di Milano Ildefonso Schuster (Filippo Fiorini) che usa tutta la sua capacità dialettica e l’arte della diplomazia per convincere il primo a disobbedire ad un ordine tanto terribile. \nCon questo incontro immaginario tra i due protagonisti\, Mauro Giaconi\, affronta di petto il tema delle responsabilità del nazismo\, prendendo spunto da documenti quali: gli atti del processo a Theodor Saevecke del Tribunale Militare di Torino\, “Gli ultimi giorni di un regime” (II edizione) di Ildefonso Schuster Cardinale di Milano\, “Piazzale Loreto\, l’eccidio e il contrappasso” di Massimo Castoldi ed altri ancora. Il testo\, che non dimentica di colorare di una sottile ironia alcuni scambi verbali tra i protagonisti\, delinea due bellissimi personaggi teatrali e offre la materia viva per un approfondimento sulla storia del secolo passato. Nasce in questo modo uno spettacolo teatrale che rende palpitante il nostro passato recente\, trasformando la Storia in un racconto emozionante nel quale affondano le radici della nostra società. Libertà\, destino e responsabilità: grandi temi di ieri e di oggi che sul palcoscenico s’illuminano di tutta la loro attualità. \nCon una messinscena classica che concentra l’azione all’interno di una stanza – un ambiente dal quale sembra non esserci via d’uscita come nel duello tra i due protagonisti -\, con una grande attenzione ai dettagli – un luogo fiocamente illuminato a causa del coprifuoco\, il ticchettio dell’orologio che vuol sottolineare il trascorrere del tempo e l’urgenza della decisione – e \, per finire\, con una musica che esalta i momenti salienti della narrazione\, Mauro Giaconi racconta la storia di due uomini che hanno fatto la storia del capoluogo lombardo e dell’Italia. \n  \nCONTATTI \nmail: pmpteatro@gmail.com\nmauro.giaconi73@gmail.com\nCell: 3494213680 \n 
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