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SUMMARY:KINGS - FUCK ART COLLECTOR$
DESCRIPTION:26 settembre – 31 ottobre 2025 \nInaugurazione venerdì 26 settembre 2025 ore 18.00 \n  \nSenza filtri e senza ipocrisie: è questa l’indole di KINGS\, duo formato da Federica Perazzoli e Daniele Innamorato. Entrambi pittori\, con sensibilità e poetiche diverse\, sono legati da un rapporto di amicizia\, vicinanza e scambio da più di vent’anni che li ha portati\, nel 2000\, a unire i loro percorsi in un progetto parallelo\, a quattro mani\, in cui arte e vita si confondono. Nasce KINGS come esperimento\, divertimento e pratica di incursione nella realtà sociale\, colta sempre in flagrante. \nUn viaggio nei territori marginali e istituzionali – dalla movida notturna dei club alla controcultura dei centri sociali\, dal glamour della moda al mondo dell’arte – con un approccio dichiaratamente rude e diretto\, erede dell’attitudine punk. KINGS è un corpo a due teste che fa della fusione tra personalità e immaginari un’arma estetica e politica: una prassi dichiaratamente anarchica\, insofferente a regole e a dispositivi di legittimazione culturale. Da qui deriva il rifiuto formale di uno stile che si traduce nella mescolanza fluida ed eterogenea di riferimenti\, registri espressivi e linguaggi – fotografia\, installazione\, collage\, sonorità\, scrittura e grafica\, fino alla realizzazione di fanzine e libri – in un insieme che costruisce un corpus in divenire di cui ogni singola opera è parte\, che si autoalimenta\, frammentario e in costante trasformazione\, coerente e contraddittorio al tempo stesso. Anche la provocazione è parte integrante del processo\, intesa non solo come volontà di rottura ma piuttosto come apertura di uno spiraglio dove critica e complicità si intrecciano come in FUCK ART COLLECTOR$. \nLa scritta al neon denuncia un sistema in cui l’arte è stata svuotata di senso e valore e sopravvive come status symbol. Se la retorica patinata dell’arte contemporanea viene smontata con ironico cinismo dallo slogan per restituirle un fondo di verità\, le parole provocatorie si mettono in mostra come icona\, rimettendo tutto in discussione. L’opera così vive della sua stessa ambiguità: è un dispositivo che moltiplica le contraddizioni senza offrire soluzioni\, attraversando gli opposti con lucidità e umorismo. Innescando un cortocircuito permanente tra estetica e vita\, KINGS sceglie di agire nello spazio incerto e instabile dell’antinomia\, sempre a rischio ma con la segreta speranza che\, alla fine\, “la fantasia distruggerà il potere e una risata ci seppellirà!”. \n  \nFederica Perazzoli (1966) e Daniele Innamorato (1969) vivono e lavorano a Milano. Nel 2000 hanno fondato il duo artistico KINGS. KINGS ha esposto in mostre personali e collettive in gallerie\, musei e istituzioni in Italia e all’estero\, tra le quali: Dancing 30\, Galleria Viasaterna\, Milano; TRINACRIA\, MANIFESTA\, a cura di Maria Chiara Valacchi\, Palermo; SOUND AND VISION\, a cura di Luca Beatrice\, Museo della Penna\, Perugia; THE BODY OF EVIDENCE\, a cura di Mario Casanova\, Cact Centro d’arte contemporanea del Ticino Bellinzona\, Svizzera; ROCK’N’ROLL\, a cura di Marco Scotini\, Galleria Artra Milano. KINGS ha realizzato interventi ambientali tra cui MARSELL PARADISE\, Milano e NEW MUSEUM\, presentata a Isola Art Center Milano e\, successivamente\, in Triennale\, Milano\, Museo Pecci\, Prato e Macao\, Milano. \nL’attività di Kings comprende anche la curatela di eventi culturali\, artistici e musicali e il magazine indipendente in edizione limitata KINGS-ZINE. \n  \n\nSUBPLACE è uno spazio inconsueto che convive con il consueto e la contingenza\, portando i linguaggi visivi dell’arte – che si collocano come alternativa alla logica della produzione/consumo – in questo luogo di transito\, nel flusso del quotidiano\, offrendosi come occasione per un’esperienza estetica diretta e personale\, senza mediazioni né stratificazioni per un pubblico che si trova a “inciampare” nell’opera sul suo percorso abituale. Il nome rimanda alla collocazione sotterranea\, nel mezzanino della Stazione di Villapizzone. La “vetrina” ospita progetti d’artista site specific proponendo installazioni\, sculture\, video e dipinti. \nSUBPLACE è un’emanazione di Surplace spazio indipendente per la promozione delle pratiche artistiche contemporanee attivo a Varese dal 2014 al 2022. Da questa esperienza\, configurata come una “stazione sperimentale” dove i ruoli di artista\, curatore e critico si dissolvono in favore della messa al centro dell’opera\, nasce la “vetrina” di SUBPLACE come esperimento di arte pubblica Il progetto espositivo è autogestito e interamente autofinanziato ed è a cura di Joykix (Fabrizio Longo) e Rossella Moratto. \n  \nhttps://subplace.jimdosite.com| info: subplacemilano@gmail.com | IG: subplacemilano \nSUBPLACE – Stazione del Passante Ferroviario di Villapizzone\, via Arnaldo Fusinato 20156 Milano (MI)
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SUMMARY:Corpo a Corpo
DESCRIPTION:Sabato 7 Ottobre\, presso gli spazi delle Vetrine di Artepassante\, Stazione del Passante Ferroviario di Porta Garibaldi a Milano\, alle ore 18.00 sarà inaugurata la mostra ” Corpo a corpo” a cura di Salvatore Carollo e Giulio Adelfio. La mostra ospiterà le opere di un gruppo di artisti siciliani selezionati da Casa degli Artisti di Termini Imerese\, inserendosi nel solco del progetto espositivo Corpo a Corpo.Le opere resteranno esposte presso le vetrine dal 7 Ottobre 2025 al 7 Novembre 2025 \nCorpo a Corpo nasce nel 2024 come mostra collettiva a Matera; riproposta poi a Fanano (MO)\, Corpo a Corpo si presenta oggi in una nuova articolazione. Non è più soltanto una mostra\, ma un confronto serrato tra visioni\, un dialogo teso e vitale tra pratiche artistiche autonome che\, accostate senza gerarchie\, danno corpo a un paesaggio frammentato e vivido dell’arte contemporanea.
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SUMMARY:Laboratorio Sonic Day
DESCRIPTION: Sabato 11 ottobre 16-17\,30\nLaboratorio all’interno della Festa della Zucca\nAnteprima della presentazione della sala prove/registrazioni evento per bambini 7/10 anni\nEvento gratuito\n  \n \n  \n  \n \n 
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SUMMARY:Dj Grey Show
DESCRIPTION:Un gentleman decisamente atipico anima piazze e palchi\, grazie a una fonte inesauribile di arguta idiozia! \nDurante la performance si scoprirà essere un fantasioso beatboxer e un improbabile giocoliere. \nCoinvolgerà pubblici di tutte le età\, trasformando pernacchie in musica elettronica e ombrelli in oggetti inaspettati. \n  \nL’evento è parte della Festa della Zucca 2025
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SUMMARY:Five Roads Quintet
DESCRIPTION:La III edizione della rassegna Convergenze Sonore\, curata dalla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado – Fondazione Milano\, nasce dal desiderio di consolidare le relazioni della Scuola con il territorio\, coinvolgere sempre di più il pubblico e valorizzare il patrimonio culturale e artistico di una delle più ampie e popolose zone del Comune\, il Municipio 8. \nIl progetto è promosso da Milano è Viva con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo\, in collaborazione con Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi\, Associazione di Promozione Sociale le Belle Arti\, Certosa di Garegnano\, Touring Club Italiano\, Amici della Certosa di Garegnano\, VIDAS\, Cascina Biblioteca\, Biblioteca di Villapizzone. \n  \n\nsabato 25 ottobre 2025\, orario 18.00 \nMusica Jazz a SPAZIO POLLINE\n(Stazione Villapizzone del Passante Ferroviario)\nFive Roads Quintet\n  \nRoberto Piccaluga\, sax\nNicola Morselli\, chitarra\nAlessandro Finotti\, Contrabbasso\nAndrea Giovanni Colombo\, batteria\nNathan Caporotondi\, tastiera \n  \nIl concerto affronta un viaggio musicale attraverso la storia dell’Hard Bop\, dalle sue radici negli anni ’50 fino alle sue evoluzioni più raffinate. Il quintetto rende omaggio ad alcuni dei suoi protagonisti più emblematici: Horace Silver\, Joe Henderson\, Freddie Hubbard\, Art Blakey e molti altri\, evocando atmosfere dense di swing e di blues con capolavori che hanno segnato un’epoca importantissima nel mondo del jazz. \n  \nIngresso libero fino a esaurimento posti \nhttps://musica.fondazionemilano.eu/news/sabato-27-settembre-teatro-a-spazio-polline \n 
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SUMMARY:Progetto Divertimento Ensamble
DESCRIPTION:Daniele Bonacina (1998)\nRequiem per soprano\, voce recitante\, ensemble ed elettronica (2025)\n \nNell’estate del 2021\, l’IPCC (Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico) ha pubblicato un rapporto che includeva stime aggiornate del bilancio del carbonio. In base a quel rapporto è stato stimato che a partire dal 2020 l’uomo avrebbe potuto rilasciare ulteriori 400 Gt di carbonio nell’atmosfera e avere ancora il 67% di possibilità di limitare l’aumento medio della temperatura terrestre a 1\,5°C. Nel 2015 venne ideato il Climate Clock (orologio del clima) per visualizzare\, considerando l’attuale andamento delle emissioni\, la velocità con cui il pianeta si sta avvicinando all’aumento limite della temperatura di 1\,5°C. La data dell’aumento di 1\,5°C indicata dall’orologio si avvicina con l’aumento delle emissioni e si allontana con la loro diminuzione. L’orologio viene aggiornato ogni anno per riflettere l’ultima tendenza delle emissioni globali di CO2 e il tasso di riscaldamento del clima. A partire dal 2 aprile 2024\, l’orologio conta alla rovescia fino al 21 luglio 2029 alle 12:00 PM. L’orologio è ospitato dallo Human Impact Lab\, che fa parte della Concordia University. Di fronte alla drammaticità di tali evidenze è naturale interrogarsi sul ruolo dell’arte e quindi anche della musica\, messa a nudo davanti a un’emergenza così grande e che porta spaventosamente vicino al baratro. Al di là di ogni sentimentalismo e buona intenzione cosa può la musica? In qualità di compositore come posso elaborare una proposta artistica che sia intellettualmente onesta? Forse evitando il più possibile un approccio ingenuo o superficiale\, cercando ovvero di salvare la realizzazione di un’opera artistica da una qualsiasi ipocrisia o finto moralismo. Presentando la mia proposta desidero dunque avere un approccio il più possibile crudo ed oggettivo\, spogliato da inutili e sterili retoriche e – sperando di riuscire nell’intento – aperto a suscitare sensi. Questo Requiem è concepito per essere eseguito in maniera perfettamente sincronizzata al Climate Clock\, proiettato in sala durante l’esecuzione. Lo spettatore assisterà ad una porzione del conto alla rovescia\, implacabile e ineluttabile. \n  \nGrazie per l’ascolto \nDaniele Bonacina \n\nI testi del Requiem sono tratti da: Apocalisse 8\, 1-13 \n1) Il primo angelo suonò la tromba: grandine e fuoco\, mescolati a sangue\, scrosciarono sulla terra. Un terzo della terra andò bruciato\, un terzo degli alberi andò bruciato e ogni erba verde andò bruciata. \n2) Il secondo angelo suonò la tromba: qualcosa come una grande montagna\, tutta infuocata\, fu scagliata nel mare. Un terzo del mare divenne sangue\, un terzo delle creature che vivono nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto. \n3) Il terzo angelo suonò la tromba: cadde dal cielo una grande stella\, ardente come una fiaccola\, e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque. La stella si chiama Assenzio; un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti uomini morirono a causa di quelle acque\, che erano divenute amare. \n4) Il quarto angelo suonò la tromba: un terzo del sole\, un terzo della luna e un terzo degli astri fu colpito e così si oscurò un terzo degli astri; il giorno perse un terzo della sua luce e la notte ugualmente. \n5) Il quinto angelo suonò la tromba: vidi un astro caduto dal cielo sulla terra. Gli fu data la chiave del pozzo dell’Abisso; egli aprì il pozzo dell’Abisso e dal pozzo salì un fumo come il fumo di una grande fornace\, e oscurò il sole e l’atmosfera. \n6) Il sesto angelo suonò la tromba: udii una voce dai lati dell’altare d’oro che si trova dinanzi a Dio. Diceva al sesto angelo\, che aveva la tromba: «Libera i quattro angeli incatenati sul grande fiume Eufrate». Furono liberati i quattro angeli\, pronti per l’ora\, il giorno\, il mese e l’anno\, al fine di sterminare un terzo dell’umanità. \n7) Il settimo angelo suonò la tromba e nel cielo echeggiarono voci potenti \n\n  \nArnau Gran I Romero (2001)\nPlier Plastique pour ciel\nper soprano\, voce recitante\, ensemble (2025)\nsu testi di Mathieu Nuss\n \nPlier Plastique pour ciel è un’opera per soprano\, attore e ensemble\, costruita attorno a un nuovo testo dell’autore francese Mathieu Nuss. Strutturata in tre sezioni continue — Attestation du disparu\, Chroniques d’un lendemain e À propos de la limite du bleu — l’opera si sviluppa come un percorso disarticolato attraverso vignette testuali frammentate\, in cui l’osservazione di fenomeni ambientali contemporanei si intreccia a una poetica del dettaglio\, dell’annotazione e della deriva lessicale. Il testo di Nuss\, lontano da qualsiasi discorso lineare o argomentativo\, accumula visioni\, tracce\, frammenti di un mondo in trasformazione: microracconti di ecosistemi in crisi\, inventari di esseri viventi in via di estinzione\, annotazioni quasi scientifiche interrotte da immagini assurde\, danzanti\, visionarie. Una paletta in un bicchiere\, una giraffa contro un grattacielo\, cetacei alla deriva\, insetti ronzanti\, un mare che vira all’aceto: immagini composite in cui il mondo si rivela al contempo concreto e instabile\, saturo di segni. Musicalmente\, l’opera si muove attraverso le diverse vignette proposte dal testo\, attraversando zone di contemplazione sospesa\, di distanza o apatia — che mettono in discussione la passività come risposta individuale al collasso ecologico — alternandole a episodi di maggiore intensità\, rottura e squilibrio. Questi contrasti riflettono differenti modalità di reazione all’impotenza\, alla rabbia o allo smarrimento che si possono provare di fronte a una realtà sistemica percepita come soverchiante. Attraverso questo dispositivo\, Plier Plastique pour ciel non intende trasmettere un messaggio univoco sullo stato del mondo\, ma rendere percepibile una pluralità di regimi percettivi: zone d’incertezza\, nuclei di resistenza\, stati di esaurimento. In gioco non è tanto un’emozione diretta\, quanto una messa in vibrazione del linguaggio e del suono di fronte a una realtà instabile — un tentativo\, attraverso il mezzo sonoro\, di far emergere forme di percezione discontinua\, in risonanza con le ambiguità che attraversano il nostro rapporto con il mondo naturale. \n\nArnau Gran I Romero\nIl testo di Plier Plastique pour ciel\n  \nVisto da lontano\,\ndall’inquinamento infinito\,\nun ramo salito troppo in alto\nsull’albero peggiorerà il suo caso. \nCetacei erranti\ndestinati ad arenarsi.\nEd è sempre con un certo\nritardo che dichiariamo\nscientificamente la scomparsa. \nNon avendo più osservato quella\nspecie da un tot di tempo\,\na volte quindici anni.\nDelle specie con i loro suoni\,\nanch’essi scomparsi. \nun co- lo- re di- lu- via- no\nin pic- chia- ta che\ni nu- bi- fra- gi com- ple- ta- no\nin pic- chia- ta \nDomani come domani!\nCome domani come! \nFuochi sulla terra il mare è arrossato da incendi mostruosi\,\nil mare straborda i porti\nSmettere come fiamme sempre controllano lo spazio\nche occupano le volte delle discariche. \nMari grintosi con cui confrontarsi\ndi cui si accelera la velocità di lettura\nBattendo il record di mercurio di colpo fuoco alle polveri. \nFuo- chi in ter- ra\nma- re ros- so d’in- cen- di \nDi danno in danno collaterali irreparabili alla colla incolore di questo maledetto e contorto secolo COME! da una preoccupazione DOMANI! un’altra irreparabile e collaterale Sì! \nda un’inquietudine l’altra DOMANI COME DOMANI! ed è proprio sui muri che si leggono i gesti dove abbiamo finito per lasciare le nostre mani. \ncon questi sciami di parassiti che ridono delle insensate irrorazioni\nniente di nuovo\, le foglie non agitano più al vento altro che la loro apprensione\nsecolo entrato in collisione con continui pericoli\ndi falsa pista in falsa pista\, niente di nuovo\ncontro i ridenti parassiti\, le foglie lasciate\nsole nella loro apprensione. \nSe tanti discorsi mancano di azione si afflosciano\ne si sfiniscono per un Danubio che ha disceso i\nmeandri che non scorrono da nessuna parte\nnon sono blu né è color jeans il vestito lavato con\nacido del cielo DOMANI COME DOMANI! come il\nverde il blu i polmoni senza la volontà di\nresuscitare quando tante parole d’azione si\nriducono\, si assottigliano DOMANI! si\nesauriscono sempre. \n… vulnerabile…\n… il pianeta blu …\n… isolato …\n… quel blu …\n… vicino ai suoi confini …\n… quasi in cima all’onda … \nla luce svanisce\,\nle corolle esuberanti ancora una volta rivolte al cielo\,\nil cielo\, sì\,\nperché c’è ancora \n 
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