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SUMMARY:Milano ieri\, Milano oggi
DESCRIPTION:Collettiva Soci A.L.A. di Pittura e Fotografia \nMilano Ieri\, Milano oggi\, una mostra di visioni Fotografiche  e Pittoriche dei cambiamenti della nostra Milano. \n  \nDal 21 al 31 Maggio 2026; Inaugurazione:    Sabato 23 Maggio  Ore 17:00 \nRitiro Opere Lunedì 1 Giugno Ore 18:00 \n Atelier della Fotografia –  Sede A.L.A. “Metro Rossa” P.ta Venezia \n\nGiorni e Orari di visita:  \nMartedì\, Giovedì  15:00-18:00  Sabato  15:00-18:30 \nLunedì\, Mercoledì\, Venerdì e Domenica su appuntamento \nContatti:  3384967000 – 3474662267  alanavigliopavese@gmail.com \nberninipierangelo@libero.it     marialuisa.montanari@gmail.com
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SUMMARY:DUE O TRE COSE CHE SO DI LEI
DESCRIPTION:A cura di AMALIA VIOLI \nVetrine underground del Passante Ferroviario di Porta Venezia \ndal 12 al 24 maggio \n  \nDurante l’anno scolastico 2025/2026 noi classe 4B Liceo dell’istituto Albe e Lica Steiner di Milano\, abbiamo avuto il piacere di collaborare con la fondazione Don Carlo Gnocchi per lo svolgimento di un progetto con il fine di creare una galleria fotografica all’interno della struttura della RSA per trasmettere ai degenti\, al personale della struttura e ai visitatori\, il nostro punto di vista sulla città di Milano e sui vissuti che possono tessersi all’interno di essa. \nOgni studente ha realizzato le fotografie con il proprio stile\, la propria interpretazione del mondo attraverso un linguaggio personale e originale. \nOgnuno ha definito progressivamente la propria traiettoria narrativa e accanto alle immagini di strada alcuni di noi si sono avventurati con la sperimentazione dei linguaggi delle fotografie di paesaggio\, di moda \, del ritratto\, del linguaggio simbolico\, della performance\, nonché dello storytelling. \nL’imperativo era: conosci te stesso attraverso le tue foto. Dopo questa fase\, abbiamo rafforzato la nostra consapevolezza lavorando sulla selezione\, l’editing\, sulla creazione di sequenze\, dei titoli e dei testi. \nQuesto progetto ci ha permesso di scoprire ancora di più la nostra identità a livello artistico e personale\, perché non solo abbiamo scattato in base a quello che ci piace\, ma anche in base a quello che sentiamo di essere.
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SUMMARY:Mattia Montemezzani 2006-2026
DESCRIPTION:La mostra si propone come un percorso all’interno di 20 anni di continua ricerca\, densità del vissuto e costante studio della forma. \nSono presenti in mostra circa 50 opere tra cui disegni\, dipinti e grafiche\, tutte provenienti dall’Archivio Montemezzani. \nLa mostra sarà visitabile presso l’ Atelier della Fotografia\, Stazione del Passante di porta Venezia dall’ 8 al 23 Maggio\, tutti i giorni negli orari di apertura della Stazione. \nInaugurazione 8 Maggio ore 18\,00
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SUMMARY:WALES STRATA - Lorenzo Cibrario
DESCRIPTION:Curatela: Renato Galbusera e Giulia Minetti \nInaugurazione: 28 Aprile 2026 ore 18:30 \n  \nIl Galles è un paese fatto di strati. Le sue montagne e le sue valli portano i segni di un tempo geologico profondo\, dove ardesia\, pietra e terra rivelano il lento lavoro della natura.\nEppure questi stessi paesaggi portano anche il peso della presenza umana: miniere abbandonate\, fattorie consumate dal tempo\, castelli antichi e i percorsi invisibili della migrazione e della memoria. \nIn questo progetto\, mi sono proposto di esplorare il dialogo tra natura e esseri umani in Galles — un luogo che a volte appare selvaggio e profondamente storico\, e altre volte commerciale e contemporaneo. Con la mia macchina fotografica\, ho cercato di catturare come questi strati coesistano: la bellezza grezza dei paesaggi incontaminati accanto alle tracce di chi qui ha vissuto\, lavorato e lottato. \nLe fotografie non mirano a documentare in senso letterale\, ma a suggerire un ritmo di continuità ed erosione\, resilienza e scomparsa. Qui la natura non è mai separata dalla storia umana; al contrario\, la assorbe\, coprendo le rovine di muschio\, trasformando le cicatrici in valli e ricordandoci che il tempo stesso è stratificato. \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n  \nLorenzo Cibrario è curatore e scrittore con una formazione in filosofia. Dopo quindici anni a Londra ha fondato Mosto Zine\, rivista indipendente dedicata a vino e cultura. Ha curato mostre come Spaghetti Disco per la Red Gallery di Londra\, e scritto film come Distant Planet: The Six Chapters of Simona per Frieze e podcast come Italia 70 per Soho Radio – progetti che intrecciano memoria\, politica e cultura pop dell’Italia tra gli anni 70 e 80. Italia 70 – The Years of Lead è il suo ultimo lavoro\, dedicato alle iconografie degli Anni di Piombo\, una mostra itinerante in cui memoria storica e fatti si intrecciano. Strata Wales è il suo ultimo progetto fotografico. \n  \n\n“Atelier della Fotografia” Galleria Artepassante. Passante ferroviario di Porta Venezia \nVisibile tutti i giorni dalle 6 alle 24 \n  \nVisitabile per appuntamento. Contatti: \n+39 3495523673 / +39 3759912655 \nindirizzo mail: atelierdellafotografia.artepas@gmail.com \nInfo:  info.lebellearti@fastwebnet.it \nSITO Artista: www.ollino.co.uk e www.mostozine.com +375 991 2655 lorenzo@mostozine.com \n  \n 
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SUMMARY:Arte di Primavera
DESCRIPTION:Collettiva Soci A.L.A. di Pittura e Fotografia \n“Arte di Primavera”  è un invito a cogliere l’essenza di questa stagione attraverso la sensibilità artistica. Da sempre la primavera con i suoi colori\, i suoi profumi e la sua energia\, rappresenta una fonte di ispirazione inesauribile per gli artisti. \n  \nInaugurazione: Sabato 25  Aprile  Ore 17:00 \nFinissage:  Martedì 3 Maggio  Ore 18:30 \nLuogo:  Atelier della Fotografia –  Sede A.L.A. “Metro Rossa” P.ta Venezia \nGiorni e Orari di visita:   Martedì\, Giovedì  15:00-18:00\nSabato  15:090-18:30 Lunedì\, Mercoledì\, Venerdì e Domenica su appuntamento \nContatti:  3384967000 – 3474662267  alanavigliopavese@gmail.com \nberninipierangelo@libero.it     marialuisa.montanari@gmail.com \nLink:  www.navigliopavese.com
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SUMMARY:Festa del Coro di Voci Singolari
DESCRIPTION:di e con Camilla Barbarito \nTra respiro\, espressività\, improvvisazione e ritmo\, il gruppo esplora la forza dell’ensemble e il piacere del canto condiviso\, attraversando repertori di musica popolare internazionale e tradizioni sonore provenienti da diverse culture.
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SUMMARY:ANTIWAR: contro la guerra
DESCRIPTION:Mostra collettiva degli e delle studenti dell’IIS Albe e Lica Steiner di Milano \nDal 21 aprile al 10 maggio 2026 \nVetrine underground del Passante Ferroviario di Porta Venezia di Milano \n  \nEsposizione di manifesti della campagna ”ANTIWAR”: un progetto di comunicazione di parte realizzata dagli e dalle studenti dell’IIS Albe e Lica Steiner di Milano. L’obiettivo della campagna è stato quello di lanciare un messaggio forte e universale a favore della pace\, della solidarietà e della giustizia sociale\, contro le guerre e l’uso delle armi come strumento di risoluzione dei conflitti e di coercizione coloniale. \nIn mostra sono esposti i lavori di 17 studenti provenienti  da varie classi del triennio\, sarà ospitata dalla Fondazione Belle Arti dal 21 aprile al 10 maggio nelle vetrine underground del Passante Ferroviario di Porta Venezia di Milano. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n  \n  \nPartecipano: \nGiada Amoriello\, Rebecca Antolini\, Bianca Borgarelli\, Andrea D’Alessandra\, Nichol Fernando\, Diego Ferracioli\, Michail Fratini\, Daria Guala\, Samuel Guerrero\, Maddalena Ingrassia\, Irene Malinverni\, Andrea Miranda\, Rebecca Nicoli\, Oscar Ornito\, Giuseppe Rodriguez\, Melissa Soriano\, Sara Wassef.
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SUMMARY:LUCE ROSSA! LUCE ROSSA!
DESCRIPTION:Di Eleonora Roaro \n19 aprile – 17 maggio 2026 \nInaugurazione domenica 19 aprile 2026  ore 18.30- 20.30 \n  \nC’era una volta il cinema porno. Il Majestic Sexi Movie\, la prima sala a luci rosse di Milano – aperta nel 1977 e chiusa nel 1992 – annunciava la sua programmazione con un lampeggiante rosso e l’avviso: «Immagini non adatte a un pubblico sensibile». Il desiderio\, sottratto allo sguardo\, si articolava nello scarto tra interdizione ed esposizione: affidato a titoli\, avvertenze e luci intermittenti. La dismissione dei cinema a luci rosse\, con l’avvento dell’home video\, non segna soltanto un cambiamento tecnologico ma una trasformazione del regime scopico: la fruizione diventa privata\, continua\, de-situata. Scompaiono la ritualità e la prossimità dei corpi\, con il loro carico di rischio\, imbarazzo\, esposizione reciproca. \nEd è in questa nuova configurazione dello sguardo che si inserisce il lavoro di Eleonora Roaro (Varese\, 1989)\, arista visiva e ricercatrice con sede a Milano. \nIn LUCE ROSSA! LUCE ROSSA! l’erotico\, storicamente legato all’eccedenza del visibile\, viene restituito in un linguaggio leggibile ma normalizzato. \nL’installazione riprende e disarticola il dispositivo del Majestic: locandina\, avvertenza\, lampeggiante e\, sul monitor\, I pornogiochi delle femmine svedesi (1971; Suburban Wives in originale)\, primo film proiettato nella sala. La pellicola\, nella sua durata originaria\, è interamente tradotta in linguaggio testuale dall’intelligenza artificiale secondo uno schema imposto dall’artista. Le immagini persistono come tracce che\, ricodificate\, si fanno didascalie\, private della visione. La traducibilità\, necessariamente imperfetta\, trasforma l’opera in un luogo di attrito\, che abita lo scarto tra immagine e testo\, visione e descrizione\, desiderio e algoritmo. Sottraendo l’immagine\, Roaro ne rivela le condizioni di sopravvivenza ovvero l’impossibilità di fruirla al di fuori di un sistema che la traduce\, la organizza\, la rende leggibile. Ed è proprio lì\, dove la visione non coincide più con la mera esperienza del vedere\, che lo sguardo ancora resiste. \n  \n\nhttps://subplace.jimdosite.com \nhttps://www.instagram.com/subplacemilano \nweb: www.eleonoraroaro.com \nIG: @eleonoraroaro \nSUBPLACE – stazione del passante ferroviario di Villapizzone\, Milano \nGiorni e orari di visita: visibile tutti i giorni negli orari di apertura della stazione (dalle 6.00 alle 24.00) \nContatti: mail: subplacemilano@gmail.com \nWeb:    https://subplace.jimdosite.com \nInstagram: subplacemilano
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SUMMARY:Neve d'estate
DESCRIPTION:Sabato 18 aprile ore 15.00 e 19.30\nCompagnia Spore \nUn’esperienza teatrale partecipata che immerge il pubblico in un universo ispirato al mondo delle fiabe. Attraverso scelte condivise e momenti di intensa interazione\, i partecipanti esploreranno i confini tra potere e protezione\, in un viaggio dove ogni scelta lascia un segno indelebile sul destino dei personaggi e sul mondo che li circonda. Le dinamiche fiabesche offrono una cornice lontana e simbolica\, invitando al contempo una riflessione su temi profondi di responsabilità e autorità\, senza mai perdere il senso di meraviglia e gioco tipico del racconto fantastico.
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SUMMARY:L’ansia del colore - Pasquale Ioverno
DESCRIPTION:a cura di Renato Galbusera e Giulia Minetti \n  \nMartedì 14 Aprile 2026 alle ore 18\,00 presso l’Atelier della Fotografia\, Stazione del Passante Ferroviario di Porta Venezia\, Milano sarà inaugurata la mostra “L’ansia del colore”. La mostra presenta venti opere di Ioverno\, caratterizzate da una forte carica espressiva evidenziata nell’ uso  del colore e nella deformazione dei corpi. \nLa mostra sarà visitabile sino al 5 Maggio 2026\, tutti i giorni negli orari di apertura della Stazione \n  \n 
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SUMMARY:FAME
DESCRIPTION:di e con Luca D’Addino \nDi cosa ha fame un senzatetto? Soldi? Attenzione? Relazioni? E se invece avesse “fame di fama”?! \nUn insolito clochard sorprenderà il pubblico con le sue grandi doti da showman\, dimostrando che anche i cosiddetti invisibili della società\, non solo avrebbero bisogno di esser visti\, ma meriterebbero addirittura un occhio di bue capace di illuminare i loro imprevedibili grandi talenti! FAME è uno spettacolo capace di meravigliare grandi e piccini grazie alla mescolanza di linguaggi universali: la clownerie\, il canto\, il mimo\, la magia
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SUMMARY:Risvegli - Barbara Pietrasanta
DESCRIPTION:La mostra “Risvegli” dell’artista Barbara Pietrasanta\, ospitata dal 4 aprile al 26 aprile nella prestigiosa Sala Veratti di Varese e patrocinata da Regione Lombardia\, Comune di Varese e dal Museo della Permanente di Milano\, espone circa 24 dipinti ad olio incentrati sul tema del risveglio come momento sospeso che intercorre tra il mondo estatico della notte e l’inesplorato sopravvento del giorno. \nIl visitatore potrà addentrarsi nelle tele di Pietrasanta che ritraggono in prevalenza figure femminili\, avvolte in lenzuola mentre si svegliano dal sonno\, distese su pavimenti monocromi e accompagnate dalla presenza di una tazzina di caffè che le accompagna\, come tonico irrinunciabile\, nella realtà del mondo. I colori tenui e le pose estatiche\, le rivelano come colte nell’ attimo fuggente del qui e ora”\, situazione che mette in forte relazione emotiva l’opera con lo spettatore. \nL’allestimento della mostra di queste figure dipinte e collocate sui pannelli perimetrali della sala Veratti\, permette una congiunzione e un dialogo visivi di forte impatto tra la contemporaneità figurativa del lavoro dell’artista e gli affreschi storici presenti alle pareti e nella volta della sala\, tanto da creare un effetto scenico particolarmente avvolgente. \n  \nIl ciclo dei “Risvegli”\, sviluppato sin dall’inizio degli anni dieci del duemila\, si intreccia via via con altre tele\, collocate nel percorso\, derivanti da altri cicli sviluppati negli ultimi anni dall’artista\, quelli dedicati al tema dell’acqua e dei naufragi\, esposto all’Acquario di Milano e al Museo Galata di Genova\, e quelli dedicati al cambiamento climatico\, esposti recentemente al Museo della Permanente di Milano. \nTematiche sempre affrontate con uno sguardo particolare all’aspetto introspettivo ed emotivo\, i meccanismi psicologici che si sono messi in moto con i forti avvenimenti che hanno impattato il nostro contemporaneo come la Pandemia\, il surriscaldamento globale e le guerre. \nAttraverso le opere in mostra\, prevalentemente realizzate negli ultimi anni\, Barbara Pietrasanta tocca inoltre\, seppur restando fedele al fil rouge che guida la mostra\, i vari temi della contemporaneità – il cambiamento climatico\, le migrazioni\, la fragilità sociale – con uno sguardo che intreccia poesia\, introspezione e impegno sociale. \nDi lei scrive la Storica dell’Arte Francesca Pensa: \nLe opere descrivono dunque l’istante del passaggio dal sonno alla veglia\, con tutte le implicazioni che questo comporta nel trascorrere dal cosmo onirico\, dove si dispiegano i più indicibili e fantastici desideri\, alla realtà del mondo\, con tutte le sue ben tangibili e impegnative situazioni… \n…Accanto c’è sempre la tazzina del caffè che ci risveglia e che ci accompagna come tonico irrinunciabile nella realtà del mondo. Ma la tazzina del caffè è anche l’oggetto dove spesso si è guardato alla ricerca di un pronostico sul futuro: quelle donne sembrano appunto domandarsi quale sarà il proprio destino\, in quel giorno che allora comincia ma anche nella dimensione futura dell’esistenza che le aspetta. \n…Il  tema trattato si amplia quindi ulteriormente\,  non esaurendosi nella semplice osservazione della cronaca di un momento della giornata che tutti viviamo quotidianamente\, ma trasformandosi in  racconto del nostro porci davanti al futuro con i nostri timori e speranze. \nLe protagoniste di questo ciclo sono donne e giovani ragazze\, che aggiungono un tono autobiografico al risultato finale\, nella sensibilità soprattutto femminile di saper guardare nell’intimo\, raffigurando però una situazione che riesce a diventare collettiva. \n…Le figure sono quelle tipiche di tutta l’arte della Pietrasanta\, cui si aggiunge una studiata resa delle lenzuola avvolgenti che lasciano trasparire le anatomie di nudi nascosti\, in un moderno e originale impiego del tema millenario del panneggio. \nLa declinazione cromatica è definita da colori omogenei e mai accesi\, disposti in una attentamente studiata tonalità\, virata su azzurri\, grigi\, bianchi\, che determinano atmosfere intime e pervadenti. \n  \n\na cura e testo critico di Francesca Pensa \nInaugurazione sabato 11 aprile 2026 ore 11\,00 \nApertura al pubblico sabato 4 aprile 2026 \nOrari giovedì e venerdì dalle 15.00 alle 18.30 | sabato e domenica dalle 10\,30 alle 18\,30 Ingresso libero \nSede: Sala Veratti | via Veratti 20\, Varese \nPromossa da Associazione Le Belle Arti \nPatrocinio di Regione Lombardia\, Comune di Varese\, Museo della Permanente di Milano \n  \n\nBrevi cenni biografici \nBarbara Pietrasanta \nArtista e designer milanese\, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera\, è Direttore Creativo e co-founder di Anyway Comunicazione. Docente di Art Direction allo IED\, insegna Communication Design al POLI.design\, Politecnico di Milano. E’ autrice del saggio “L’ideogramma al neon. Comunicazione\, pubblicità e lifestyle in Cina” Ed. Lupetti\, nato dalla sua lunga esperienza di insegnamento alla Dong Hua University di Shanghai. \nHa ricoperto la carica di Vicepresidente di Fondazione Museo del Design della Triennale di Milano\, di membro del Cda della Fondazione A. Castiglioni e del Direttivo del Museo della Permanente. Ambasciatrice per l’”Italian Design” 2018 nominata dal Ministero Affari Esteri e dal Ministero dei Beni Culturali con destinazione Cina del Sud e nel 2017 Egitto\, e per la XVI Settimana della Lingua Italiana al Cairo. E’ stata visiting professor all’Università di Helwan e Ain-Shams University del Cairo\, Egypt e all’Università di Xiamen\, China. Ha rappresentato l’Italia nella Giuria Internazionale del Global Design Award della città di Shenzhen\, China.  \nHa esposto a New York\, San Francisco\, Zagabria\, Dubrovnik\, Pula\, New Delhi\, Kolkata\, Mumbai\, Jaipur\, Barcellona\, Milano\, Roma\, Torino\, e altre città italiane.  \nFra le principali mostre: “Naufraghi e Naufragi” Acquario Civico di Milano e Museo Galata di Genova\, “Cross Polynations” Teatro dal Verme (Milano)\, Villa Ghirlanda (Cinisello Balsamo-MI)\, Stendhal Gallery e Ambassador Gallery\, Istituto Marconi (New York)\, Frank V.De Bellis Collection (San Francisco)\, Artissima (Torino)\, Ist. Italiano di Cultura di New Delhi e Zagabria e Dubrovnik\, Cvainer Gallery (Pola)\, Jaipur Museum (India)\, Visual Art Gallery e Arpana Gallery (Delhi) Habiart Art Centre (Kolkata). A New York è stata invitata dall’Unicef ad una rassegna dedicata alla salvaguardia del pianeta. Sua è la “Via Crucis” in affresco nella Chiesa Sacra Famiglia di Cinisello Balsamo e nella Parroquia Jesús Divino Maestro\, Huacho Perù. Sue opere sono nel Patrimonio della Provincia di Milano\, nella “Collezione Farnesina”di Roma e nella Collezione del Museo della Permanente.  \nwww.barbarapietrasanta.it \n  \n  \nPer maggiori info contattare: \nAntonio Dalle Rive | Anyway Comunicazione tel. 3385306500 \ndallerive@anywaygroup.com
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SUMMARY:LA NATURA PARLA
DESCRIPTION:Spazio  Ponte dell’Arte – Mezzanino MM Stazione Repubblica Passante FS. Piazza Repubblica Milano \nInaugurazione 2 aprile 2026 ore 17.30\nFinissage 17 aprile 2026 ore 17.30 \n“La natura parla” è un titolo che dice tutto in sé. La natura si esprime e comunica in ogni momento in ogni stagione il proprio essere parte dell’universo. La natura intesa come fiore\, pianta\, animale\, montagna\, mare\, insetto e essere umano. Ogni artista può esprimere la natura come meglio crede. \nOltretutto è iniziata la primavera\, stagione in cui la natura si risveglia e ricomincia l’avventura della vita. \n  \nGiorni e orari di visita: Martedì e Venerdì dalle 16 alle 18 \nContatti – Elio Bonanomi 3336065959\, Franco Scacchi 3407910980 \n 
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SUMMARY:OMBRE - Sara Dezuanni
DESCRIPTION:Curatela: Renato Galbusera e Giulia Minetti \n  \nSara\, classe 1998\, è una studentessa italiana di psicologia e giovane esploratrice urbana\, appassionata di esplorazione e documentazione fotografica dei luoghi abbandonati e dimenticati\, il cosiddetto URBEX (urban exploration). La sua passione per la fotografia e la sua curiosità per il passato e il tema dell’abbandono l’hanno portata a creare una mostra che racconta la storia di questi luoghi misteriosi e affascinanti\, mostrando al visitatore la bellezza e la malinconia che li caratterizza. \nOMBRE è infatti la seconda mostra Urbex dell’artista. “Sono sempre stata affascinata dai posti abbandonati\, fin da bambina”\, spiega Sara. “C’è qualcosa di magico nella fatiscenza delle costruzioni e nel vedere come la natura riprende il sopravvento e le piante si riprendono il loro spazio. È come se questi luoghi fossero bloccati nel tempo\, e io voglio raccontarli e mostrarli così come sono”. \nLa mostra è composta da 40 fotografie su pannelli rigidi\, la tecnica fotografica fa uso della sola luce naturale poiché molti di questi posti sono isolati e quindi privi di luce artificiale\, e in più l’uso della semplice luce naturale rispetta la realisticità del luogo. \nSara specifica: “Nell’urbex ci sono delle regole non scritte che gli esploratori urbani devono rispettare\, per tutelare il più possibile il luogo visitato. Non si rompe niente\, non si ruba niente\, si lasciano le cose come le si hanno trovate. Non si condividono le coordinate con persone non affidabili che potrebbero deturpare il luogo e per lo stesso motivo non si scrive sui social il nome dei posti visitati. Non siamo dei vandali.” \nOMBRE è un viaggio che porterà il visitatore ad immergersi anch’egli nell’esplorazione e a riflettere sulla natura del tempo e sulla fragilità della cose. \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n  \n  \n\n  \nGalleria Artepassante \nLuogo: “Atelier della Fotografia” Galleria Artepassante. Passante ferroviario di Porta Venezia\ncome arrivare: Passante ferroviario e MM1 Porta Venezia\, tram: 9\, 5.\nIngresso angolo Corso Buenos Aires/ Viale Regina Giovanna \n  \nDate in cui è presente l’ artista : 11\,19\,25 aprile 2026 \nCONTATTI ARTISTA: \nmail: saradezzu@gmail.com\ncellulare: 3458909387\ninstagram: https://www.instagram.com/dezzu.fa.casino?igsh=MXRxdjd4MmZjNXN1Yg== \n  \nVisibile tutti i giorni dalle 6 alle 24\nVisitabile per appuntamento. \nindirizzo mail: atelierdellafotografia.artepas@gmail.com\nInfo:  info.lebellearti@fastwebnet.it\n+39 3458909387 \n  \n 
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SUMMARY:Una Vetrina per Gaza
DESCRIPTION:Continua l’iniziativa “Una vetrina per Gaza “ promossa da Fondazione Artepassante e dall’Associazione Le Belle Arti ETS presso lo Spazio Arte’\, Stazione di Porta Vittoria del Passante. \nFino al 9 Maggio l’opera di Grazia Resta.
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SUMMARY:Quando la Radio
DESCRIPTION:regia di Letizia Ferrè \nUn viaggio nella Milano degli anni ’40 tra speranza propaganda e resistenza. Matteo ha un sogno: diventare una star del cinema come Clark Gable.\nMatteo ha anche una migliore amica: la radio.\nOgni mattina la accende per la ginnastica e le notizie. Ogni sera per dimenticare la giornata alla Pirelli. La radio è la sua finestra sul mondo – da Milano può sentire Roma\, Parigi\, persino Budapest!\nMa quando il mondo cambia\, anche la radio cambia.\nDal 1940 al 1946\, nella Milano che cambia faccia ogni giorno\, Matteo scoprirà che la sua cara amica può trasformarsi: da compagna allegra a voce del regime\, da informatrice a nemica.\nScoprirà che a volte ascoltare diventa pericoloso.\nE che scegliere a chi credere può cambiarti la vita.
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SUMMARY:Cesarina De Vitis
DESCRIPTION:Quello che è il mondo al “femminile” nelle sue creazioni che spaziano dalle sculture con tecniche miste a rappresentazioni minimali con acquerelli. \nVisite guidate dal lunedì alla domenica dalle ore 15:00 alle ore 19:00\, la mattina su appuntamento. \nInfo: pittoribagutta@gmail.com \n  \nLuogo Sede e spazio mostre GRUPPO BAGUTTA\nCorso Giuseppe Garibaldi 17 – Milano \nda sabato 28 marzo a domenica 12 aprile 2026\ninaugurazione sabato 28 marzo ore 17:30
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SUMMARY:Artisti in Mostra
DESCRIPTION:Mostra Collettiva Soci A.L.A.\, con gli artisti: Malù\, Pierangelo Bernini\, Guido Poggiani\, Luciano Curtarello\, Ekaterina Anciugova. \nInaugurazione:  Martedì 24 Marzo ore 17:00 \nFinissage: 21 Aprile ore 18:30 \nLuogo:  Atelier della Fotografia –  Sede A.L.A. “Metro Rossa” P.ta Venezia \n  \nGiorni e Orari di visita: \nMartedì\, Giovedì  15:00-18:00  Sabato  15:090-18:30\nLunedì\, Mercoledì\, Venerdì e Domenica su appuntamento \n  \nContatti:  3384967000 – 3474662267  alanavigliopavese@gmail.com \nberninipierangelo@libero.it     marialuisa.montanari@gmail.com \nwww.navigliopavese.com
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SUMMARY:I 17 di Via Rasella
DESCRIPTION:Si dice che conoscere la Storia è importante per non ripetere gli errori del passato\, e che la storia la scrivano i vincitori. E allora perché\, nonostante queste premesse\, la Storia viene raccontata o ricordata male? Perché nonostante l’evidenza dei fatti e le sentenze c’è ancora chi dubita? \nCivil Words parte dall’intervento di uno storico\, Alessandro Barbero\, per raccontare la verità \naccertata dell’attacco di via Rasella e per fare luce sulle menzogne che avvelenano la memoria italiana\, smentendole. Il testo è tanto un monito quanto un invito: ognuno di noi è responsabile della trasmissione della memoria passata alle future generazioni e questo dev’essere fatto in un’ottica di onestà\, umiltà e verità; se lasciassimo che le menzogne contaminino i fatti che ci hanno portato dove siamo oggi comprometteremmo il nostro futuro e la nostra identità nazionale. \n  \n“Il più sanguinoso e clamoroso attentato urbano antitedesco in tutta l’Europa Occidentale” \nUn attentato. Una cosa troppo grossa. Un’azione criminale. Un atto di guerra legittimo nel momento della sua attuazione. Ecco un triste esempio della Memoria Divisa degli italiani\, con le sue troppe controversie morali e giuridiche e storiografiche che lo hanno riguardato: l’attacco gappista di via Rasella. Quando si parla di controversie morali non si parla solo di responsabilità ma di un tema molto più complesso\, incentrato sull’eterna domanda “quando il fine giustifica i mezzi?” \nAnche di fronte all’evidenza dei fatti ed attraverso i decenni le false convinzioni e condanne hanno continuato a trovare terreno fertile per fiorire\, ma la cosa che ci sembra più incresciosa è che queste accuse e polemiche siano principalmente italiane. Non importa se di destra o di sinistra\, ad essere grave è che si ignorino i fatti e si raccontino verità di comodo ignorando la realtà storica.\nChe queste false convinzioni vengano proprio dagli italiani rattrista e delude\, fa apparire il nostro paese ingrato ed ipocrita: si tende a dimenticare la numerosa partecipazione italiana al movimento fascista\, si condannano i ragazzi di via Rasella per un’azione che ha letteralmente dato la svolta alla liberazione dell’Italia permettendo l’avanzata degli Alleati\, liberando Roma dall’occupazione nazista. Si dice che conoscere la Storia è importante per non ripetere gli errori del passato e che la storia la scrivano i vincitori. E allora perché\, nonostante queste premesse\, la Storia viene raccontata o ricordata male? Perché stiamo ancora a dare più importanza ai moralismi e non alle ammissioni dei diretti responsabili e colpiti? \nLink:  \n\nhttps://civilwordsaps.it/i-17-di-via-rasella/\nhttps://www.instagram.com/civilwords/\nhttps://linktr.ee/civilwords\n\n  \nRepliche passate (2023/2024): Milano\, Paullo\, Mediglia\, Melegnano\, Bussero\, Gorizia\, Trieste\, Viterbo\, Frosinone.
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SUMMARY:MILANO SEGRETA - Parole e persone di Giovanni Testori
DESCRIPTION:Regia di Patricia Conti \nIspirato liberamente ad alcune tra le maggiori opere di Giovanni Testori (Il Dio di Roserio\, Il ponte della Ghisolfa\, Il fabbricone e Macbetto\, tra gli altri).\nIl testo si innesta nel quadro dell’immediato secondo dopoguerra\, all’interno del quale campeggia una tipica casa di ringhiera; tra i ballatoi\, si diffonde il realismo di Testori\, creando i suoi emblematici personaggi\, simboli delle macerie concrete e psicologiche dei conflitti armati\, della lontananza di un futuro: si agitano dentro misere stanze\, trascinando i giorni con fatica\, in attesa che qualcosa cambi. Sogni\, ambizioni e desideri\, che si affacciano appena nelle menti di uomini e donne del popolo\, creano l’illusione della rinascita\, per poi lasciare soltanto l’amaro dell’irraggiungibile.\nAl centro della narrazione\, unica nota soave\, sorge inaspettato un amore sbagliato e inammissibile\, a causa di contrasti politici. Testori ci invita ad osservare persone abbozzate a colpi di bombe e di lutti\, crude\, vere\, ma quasi invisibili tra i lembi della nebbia di Milano.
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SUMMARY:Arte di Primavera
DESCRIPTION:Collettiva Soci A.L.A. di Pittura e Fotografia\n“Arte di Primavera”  è un invito a cogliere l’essenza di questa stagione attraverso la sensibilità artistica. Da sempre la primavera con i suoi colori\, i suoi profumi e la sua energia\, rappresenta una fonte di ispirazione inesauribile per gli artisti. \n  \n\nInaugurazione/Vernissage:  Sabato 21 Marzo Ore 17:00 \nFinissage:   Martedì 31 Marzo  Ore 18:30 \nLuogo:  Atelier della Fotografia –  Sede A.L.A. “Metro Rossa” P.ta Venezia \nGiorni e Orari di visita/su apputamento:   Martedì\, Giovedì  15:00-18:00 \nSabato  15:090-18:30 Lunedì\, Mercoledì\, Venerdì e Domenica su appuntamento \nContatti:  3384967000 – 3474662267  alanavigliopavese@gmail.com \nberninipierangelo@libero.it     marialuisa.montanari@gmail.com
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SUMMARY:Il Ring: tra sacro e profano
DESCRIPTION:Personale fotografica di Mirko Chiari\nCuratela :  Astarita – Un cuore per la fotografia\nInaugurazione: 19 marzo 2026\n  \nIl percorso fotografico che vede coinvolto Mirko nasce dalla sua esperienza pregressa come pugile.\nIl ring\, spazio comune a tutti i fighters che divide il pubblico dal pugile\, rappresenta uno spazio delimitato. \nPer alcune persone questo spazio è un confine da superare\, un limite da non oltrepassare; generalmente racchiuso da quattro angoli e 16 corde\, può essere vissuto come un altare sacro da onorare . \nCiò che ha affascinato Mirko è però la capacità del wrestler di dissacrare questo luogo in nome dello spettacolo.\nE sono soprattutto le donne\, in questo spazio delimitato\, a essere libere di affrontare gli uomini alla pari e avere la meglio: questo progetto è incentrato e dedicato a loro. \nDurante gli eventi sportivi di Wrestling\, il ring cambia volto: da altare si trasforma in palcoscenico\, dove gli attori possono esibire le proprie qualità fisiche\, tecniche e teatrali. \nIl Pugile\, mentre combatte\, non ha l’obbligo della recitazione ma solo quello della prestazione;  il Wrestler\, invece\, ha soprattutto l’obbligo della recitazione\, e simulare il dolore è complicato quasi quanto provarlo. \nNon tutto è finzione nel Wrestling\, ma non tutto ciò che si vede è reale: non sono finte\, ad esempio\, le capriole in aria o i salti dall’ultima corda del ring per planare “sull’avversario” che attende a terra. \nC’è finzione\, ma bisogna cercarla; le capacità sportive\, invece\, emergono immediatamente. \n  \n\nLuogo : Milano presso spazio polline villapizzone \nGiorni e orari di visita/su appuntamento : Tutti i giorni compatibilmente agli orari di apertura di spazio polline \nContatti : Daniele Astarita  379 3149281 / Mirko Chiari 340 5088798
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SUMMARY:Daigoro "Luce perenne dell'anima"
DESCRIPTION:Spettacolo di magia e teatro  \nPrendersi il tempo\, celebrare il silenzio.\nFende il Samurai a tempo di un respiro\, il pubblico si sincronizza in una risata di sollievo.\nL’arte della spada giapponese e il mistero della magia si uniscono alla ricerca dell’equilibrio tra realtà ed immaginazione. Momenti di severa perfezione si alternano ad una tagliente ironia pronta a ricordarci la natura errante dell’essere umano. \n 
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LOCATION:Spazio Polline\, Stazione Villapizzone del Passante Ferroviario\, Milano\, Milano\, 20156\, Italy
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SUMMARY:T-YONG CHUNG - Essere Assenza
DESCRIPTION:Una costellazione silenziosa di teste in cera si distende nello spazio. Alcune richiamano la statuaria antica\, altre ritraggono persone vicine all’artista. I volti appaiono mutilati: porzioni di materia sottratte al viso e alla nuca ne incrinano la fisionomia. La sottrazione non è gesto distruttivo\, ma di apertura: la forma non viene negata\, ma dischiusa\, attraversata. \nPer T-yong Chung l’incompletezza non è un difetto\, ma una condizione intrinseca della forma\, espressione dell’impermanenza che la attraversa e la consegna al contingente. Le opere si offrono fragili\, transitorie\, vulnerabili. \nAnche la cera — materiale organico\, sensibile al tempo e alla temperatura — accentua questa precarietà. \nTra le teste si mescolano piccole figure: uccellini\, madonne\, rami spogli. Frammenti accantonati nello studio\, presenze minori\, quasi scarti. Tutto appare esposto alla trasformazione\, alla perdita\, all’erosione. \nIl vuoto che attraversa le forme non è semplice mancanza: rende tangibile la transitorietà e l’impossibilità di compiersi definitivamente. Le sculture a terra sono involucri: custodiscono un’identità e insieme ne dichiarano l’instabilità. \nIn mezzo a loro\, su un plinto\, la testa di un bambino realizzata in vetro – materiale inedito nella pratica dell’artista\, utilizzato per la prima volta. Anch’essa è mutilata\, ma qui la trasparenza muta la qualità del vuoto: ciò che nella cera è sottrazione\, nel vetro diventa attraversamento e luce. Il vuoto si rende visibile come luminosità. Non colma\, non compensa: trasfigura. La testa vitrea suggerisce un’altra esperienza dell’interno\, dove il vuoto si manifesta: l’assenza non si contrappone alla presenza ma ne rivela la sostanza mobile e immanente. In questa tensione\, la forma si apre a una dimensione in cui assenza e presenza sono aspetti coesistenti della stessa realtà\, metamorfica nel suo incessante fluire. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\nT-yong Chung (Daegu\, Corea del Sud\, 1977)\, vive e lavora tra Milano e la Corea del Sud. Si è laureato in  Environmental Sculpture all’Università di Seul e in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Dal 2007 ad oggi il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre personali in Italia e all’estero tra cui Nuova Galleria Morone (Milano\, 2025)\, Artsohyang (Busan\, 2025)\, Gallery Palzo (Daegu\, 2023)\, Collezione Cattelani (Modena\, 2022)\, Galleria Renata Fabbri (Milano\, 2019)\, Keats- Shelley House (Roma\, 2019)\, Neon/fdv\, (Milano\, 2007). Ha partecipato a mostre collettive in importanti spazi come Dalseong Daegu Contemporary Art Festival (Daegu)\, Careof (Milano)\, MAMbo (Bologna)\, BienNoLo (Milano)\, ACAW (Field Meeting) al Solomon R. Guggenheim Museum & Asia Society (New York)\, Triennale di Milano\, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea (Monfalcone)\, AR/GE Kunst (Bolzano). Ha inoltre preso parte a prestigiose residenze e workshop tra cui  tra cui Daegu Museum (Daegu)\, Museo Carlo Zauli (Faenza) e Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia). \nweb: tyongchung. com \nIG: @t_yong_chung \n  \n\nSUBPLACE è uno spazio inconsueto che convive con il consueto e la contingenza\, portando i linguaggi visivi dell’arte – che si collocano come alternativa alla logica della produzione/consumo – in questo luogo di transito\, nel flusso del quotidiano\, offrendosi come occasione per un’esperienza estetica diretta e personale\, senza mediazioni né stratificazioni per un pubblico che si trova a “inciampare” nell’opera sul suo percorso abituale. Il nome rimanda alla collocazione sotterranea\, nel mezzanino della Stazione di Villapizzone. La “vetrina” ospita progetti d’artista site specific proponendo installazioni\, sculture\, video e dipinti. \nSUBPLACE è un’emanazione di Surplace spazio indipendente per la promozione delle pratiche artistiche contemporanee attivo a Varese dal 2014 al 2022. Da questa esperienza\, configurata come una “stazione sperimentale” dove i ruoli di artista\, curatore e critico si dissolvono in favore della messa al centro dell’opera\, nasce la “vetrina” di SUBPLACE come esperimento di arte pubblica Il progetto espositivo è autogestito e interamente autofinanziato ed è a cura di Joykix (Fabrizio Longo) e Rossella Moratto. \n  \nhttps://subplace.jimdosite.com    IG: subplacemilano
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SUMMARY:Altri Mondi Possibili
DESCRIPTION:Il titolo scelto “Altri mondi possibili” è basato sulla necessità radicale  di ripensare al futuro\, alla sostenibilità e alla società. \nInfatti viviamo in un pianeta che stiamo  autodistruggendo e in cui i rapporti sociali stanno perdendo l’umanità. \n  \n\n  \nLuogo: Spazio Ponte dell’arte Mezzanino MM Stazione Repubblica Passante FS. Piazza Repubblica Milano \nGiorni e orari di visita: su appuntamento Martedì\, Giovedì e Venerdì dalle 16.00 alle 18.00 \nContatti: Elio Bonanomi 3336065959\, Franco Scacchi 3407910980
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SUMMARY:Di aria e di fuoco
DESCRIPTION:Opere di Sara Aref e Francesca Vitali Boldini\nA cura di Renato Galbusera e Giulia Minetti\n  \nSara Aref e Francesca Vitali Boldini evocano nelle loro opere la forza degli elementi della Natura attraverso l’apparizione di vortici luminosi e combustioni. \n  \nMostra visitabile tutti i giorni negli orari di apertura della Stazione
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SUMMARY:Gugu Il Clownernicolo
DESCRIPTION:Cosa succederebbe se un essere umano preistorico venisse catapultato nel mondo di oggi? \nQuale sarebbe la sua relazione con le persone e gli oggetti dei nostri tempi? Ci potrebbe far capire qualcosa in più di come stanno andando le cose a noi\, Homo sapiens contemporanei? \nLo scopriremo con Gugu: il nostro protagonista ancestrale! Capace di trasformare un comune bidone della spazzatura in uno scrigno pieno di incredibili sorprese. \n 
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SUMMARY:SUONOCOLORE 2026... E PAROLE
DESCRIPTION:di e con Itala Gasparini\, Marco Sobrero e l’antropologa Tullia Gianoncelli\nUn viaggio attraverso le primitive manifestazione delle emozioni trasformate in colore o segni\, un viaggio sensoriale ed espressivo personale di due artisti\, l’Architetto poi pittore… e la Pittrice poi architetto.\nLaboratorio “suoni colorluce”: venerdì 13 marzo – dalle 21:00 alle 22:00\nLaboratorio “ascolto-colore”: venerdì 20 marzo – dalle 17:30 alle 18:30 (per tutte le età) \nInfo: pittoribagutta@gmail.com \nLuogo Sede e spazio mostre GRUPPO BAGUTTA\nCorso Giuseppe Garibaldi 17 – Milano \nda sabato 7 a domenica 22 marzo 2026\ninaugurazione sabato 7 marzo ore 17:30 \nVisite guidate dal lunedì alla domenica dalle ore 15:00 alle ore 19:00
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SUMMARY:8 Marzo Donne e Libertà
DESCRIPTION:Collettiva di Pittura\, Scultura e Fotografia artisti A.L.A.  \nMostra in onore della giornata Internazionale della Donna. \nOggi mentre ci riuniamo qui\, ci immergiamo in un mondo di arte\, colori ed emozioni\, tutto dedicato al Femminile. \nSu questi quadri noi incontriamo storie: alcune più delicate e intimiste altre più vibranti e ricche di dettagli\, come tributo alle Donne che hanno superato barriere\, sfidato norme\, donato speranza e aperto la strada alle generazione future. \n  \n\nInaugurazione/Vernissage:    7 Marzo Ore 17:00 \nFinissage:  15 Marzo Ore 18:00 \nLuogo:  Atelier della Fotografia –  Sede A.L.A. “Metro Rossa” P.ta Venezia \nGiorni e Orari di visita/su apputamento:  Martedì\, Giovedì  15:00-18:00 \nSabato  15:090-18:30 Lunedì\, Mercoledì\, Venerdì e Domenica su appuntamento \nContatti:  3384967000 – 3474662267  alanavigliopavese@gmail.com \nberninipierangelo@libero.it     marialuisa.montanari@gmail.com
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SUMMARY:Benedetti dall'atomo
DESCRIPTION:BENEDETTI DALL’ATOMO è un progetto fotografico che mette in dialogo due delle più grandi catastrofi nucleari della storia\, commemorando i 15 anni dal disastro di Fukushima e i 40 anni dall’incidente di Chernobyl\, offrendo una profonda riflessione sulla duplice e opposta risposta dell’umanità alla potenza distruttiva dell’atomo. Le immagini rivelano una netta distinzione tra l’approccio del Giappone e quello dell’ex area sovietica: una differenza che non è solo logistica o economica\, ma che affonda le radici nella cultura della memoria e della gestione del trauma collettivo. \nNelle zone contaminate di Chernobyl\, l’eredità culturale\, prima sovietica e poi ucraina\, si manifesta nell’intenzione di lasciare tutto com’è\, come se il tempo si fosse fermato\, documentando ambienti abbandonati che\, a causa della contaminazione e ora anche a causa della guerra che imperversa in Ucraina dal febbraio 2022\, non avranno mai un futuro e mostrano una storia tragicamente congelata. \nQueste terre sono state consacrate a una forma di ‘non-luogo’\, un monumento involontario alla caduta di un sistema e alla forza inarrestabile della natura che riprende i suoi spazi. Al contrario\, i siti di Fukushima raccontano una storia di volontà indomita di ricostruire nel minor tempo possibile\, un approccio giapponese dettato dalla resilienza che si traduce in un incessante lavoro di bonifica e ripristino urbano\, guidato da una determinazione al “RESTART” che\, di fronte alla vastità della contaminazione\, appare quasi irragionevole. \nIl Giappone ha reagito al disastro con la caparbietà che contraddistingue la sua cultura\, trasformando l’area in un laboratorio di rinascita\, un esempio di come la volontà umana possa sfidare la portata del danno nucleare. Nonostante questa profonda differenza di approccio\, un elemento comune e toccante emerge con forza in entrambi i luoghi: gli orologi fermi\, che agiscono come testimoni silenziosi della tragedia\, cristallizzando l’istante in cui il tempo si è interrotto per migliaia di vite. \nA Fukushima\, l’orario bloccato si ripete alle 14:46\, l’ora esatta del terremoto che innescò il disastro e che fu seguito poco dopo dallo tsunami\, mentre a Chernobyl\, le lancette sono immobili alle 01:23\, l’ora dell’esplosione del reattore 4. Questa inquietante analogia nella rottura temporale\, immortalata dalle fotografie\, trascende ogni confine culturale e strategico fungendo da potente metafora del trauma collettivo\, poiché il dramma nucleare ha impresso in modo definitivo e univoco un sigillo eterno sull’istante di rottura che separa irreversibilmente il prima e il dopo. \n  \n 
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LOCATION:Spazio Artè\, Stazione Porta Vittoria del Passante Ferroviario di Milano\, Milano\, Italy
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