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SUMMARY:Otherground - Laura Giardino
DESCRIPTION:Vernissage venerdì 22 maggio 2026  ore 19.00- 20.30\nL’entrata di una stazione della metropolitana di notte. Una luce forte e calda arriva dal sotterraneo. Nessuna presenza umana. In primo piano\, rigogliosa\, una pianta di tarassaco. Ogni dettaglio appare nitido\, disponibile allo sguardo: l’atmosfera è fissa\, sospesa\, attraversata da un’attesa che si fa inquietudine. La realtà consueta non è più lì: è scivolata impercettibilmente in una dimensione derealizzata\, distaccata\, estranea. \nNei suoi quadri\, Laura Giardino eccede la semplice registrazione del reale: senza perdere l’aderenza al visibile\, lo restituisce secondo la logica interna dell’immagine\, attraverso regole formali e cromatiche. Il dato contingente è il pretesto della pittura\, che l’artista trasforma in un altrove — Otherground\, come suggerisce il titolo — una soglia mentale\, un luogo epifanico in cui non accade nulla eppure tutto sembra sul punto di accadere. Ogni narrazione è sottratta: la scena si presenta nella sua nudità formale\, in una chiarezza estrema\, senza mediazioni. Quello di Giardino è un realismo metafisico profondamente contemporaneo. Se la sintesi descrittiva e la sospensione temporale rimandano alla pittura metafisica – e ai suoi precedenti che arrivano fino alla tradizione fiamminga seicentesca – l’immaginario visivo assorbe anche il linguaggio del cinema\, del fumetto e dell’estetica suburbana americana dai B-movie all’universo lynchiano. \nMa ciò che interessa l’artista non è la costruzione narrativa o simbolica ma l’attimo in cui la nostra stabilità percettiva si incrina e il mondo\, pur restando perfettamente riconoscibile\, perde la sua familiarità. La pittura di Laura Giardino non altera il reale: ne rivela lo scarto interno\, l’inquieta eccedenza\, come accade nel sogno e nella finzione\, dove tutto è perfettamente al proprio posto ed è proprio per questo che qualcosa non torna. \nLaura Giardino (Milano\,1976). Ha esposto in gallerie e istituzioni in Italia e all’estero. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni permanenti. \n  \n\nLuogo: SUBPLACE – stazione del passante ferroviario di Villapizzone\, Milano \nGiorni e orari di visita/su appuntamento: visibile tutti i giorni negli orari di apertura della stazione (dalle 6.00 alle 24.00) \n  \nContatti: mail: subplacemilano@gmail.com \nWeb:    https://subplace.jimdosite.com \nInstagram: subplacemilano \nhttps://subplace.jimdosite.com \nhttps://www.instagram.com/subplacemilano \nhttps://www.instagram.com/_lauragiardino­­_ \n 
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SUMMARY:Who's your bias? I'm your bias!
DESCRIPTION:Alice Barcella presenta Who’s your bias? I’m your bias!\, un video che assume l’universo del K-pop come campo di osservazione privilegiato attraverso cui indagare le forme contemporanee di costruzione dell’identità\, del desiderio e dell’appartenenza. \nNell’economia della visibilità permanente\, l’immagine non rappresenta più semplicemente il soggetto\, ma contribuisce a produrlo. Il lavoro prende avvio da una domanda solo apparentemente circoscritta a una specifica cultura visiva per affrontare una condizione sempre più diffusa: la tendenza a costruire la propria identità attraverso l’identificazione con immagini prodotte\, condivise e continuamente rilanciate dall’ecosistema digitale. In questo contesto il corpo diventa il luogo in cui il desiderio si concretizza attraverso pratiche che vanno dal makeup alla trasformazione chirurgica. \nL’opera mette in tensione prossimità e distanza\, autenticità e performance\, mostrando come il bisogno di riconoscersi possa trasformarsi nell’identificazione con modelli preesistenti. Il titolo stesso suggerisce un cortocircuito: non si tratta più soltanto di scegliere la propria immagine di riferimento\, ma di desiderare di coincidere con essa. \nAlice Barcella (Como\, 2004)\, frequenta il corso Pittura e Linguaggi visivi presso l’Accademia di Belle Arti di Como – IED Network. È parte del collettivo I MAGNOLIA. Ha esposto a I MAGNOLIA\, mostra finale della residenza artistica\, Vecchio Frantoio di Marmoreo\, Casanova Lerrone (Savona) 2025 e 2026; Premio Aldo Galli\, a cura di Ivan Quaroni\, Spazio Natta\, Como\, 2025 e 2024; Natale con le palle\, XV edizione\, Bar Kurdo\, Como\, 2025: concorso Borsino Immobiliare\, Como\, 2024. Le sue opere sono presenti nella collezione del Frantoio Marmoreo di Casanova Lerrone e nella collezione Nick &Jack. \nLa mostra è parte del progetto ABSOLUTE BEGINNERS realizzato da SUBPLACE in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Como Aldo Galli – IED Network. \n  \n\nSUBPLACE – stazione del passante ferroviario di Villapizzone\, Milano \nContatti: mail: subplacemilano@gmail.com \nWeb:    https://subplace.jimdosite.com \nInstagram: subplacemilano \nhttps://www.instagram.com/barcellalice
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SUMMARY:They Must Exist
DESCRIPTION:Qual è il ruolo dell’immaginazione nel costruire l’idea di futuro? \nThey Must Exist racconta un’utopia. Le tele grezze dipinte a pennello\, come fossero degli striscioni\, riportano i frammenti di un discorso sugli extraterrestri tenuto nel 1968 da Juan Ròmulo Posadas – all’anagrafe Homero Rómulo Cristalli Frasnelli (1912- 1981) – leader trotskista argentino. Gli avvistamenti dei “dischi volanti”\, allora frequenti\, divennero per Posadas il punto di partenza per rafforzare la sua convinzione dell’inevitabilità del socialismo: una civiltà tecnologicamente in grado di compiere un simile viaggio doveva avere un livello di sviluppo superiore a quello terrestre e\, di conseguenza\, aver superato le contraddizioni economiche e sociali del sistema capitalistico. La loro venuta sulla Terra poteva allora essere auspicata come un possibile sostegno per superare il capitalismo e instaurare una società comunista. Più che la stranezza della teoria posadiana\, Straschnoy raccoglie la forza utopica che la sostiene: la convinzione che il Attraverso la rilettura di documenti\, narrazioni storiche e immaginari politici\, Straschnoy esplora il sottile confine tra ricerca\, ideologia e finzione\, interrogando i meccanismi attraverso cui costruiamo il senso della storia e la capacità di immaginare futuri alternativi. \nAxel Straschnoy (1978) è un artista visivo e filmmaker originario di Buenos Aires\, residente a Helsinki. They Must Exist è realizzata in collaborazione con WIZARD LAB e Kolme Perunaa ed è parte di un progetto articolato in due mostre\, a SUPLACE e alla galleria WIZARD LAB di Milano. Il progetto è stato sviluppato nell’ambito del Fine Arts Academy of Finland Foundation Prize 2025 per l’EMMA – Espoo Museum of Modern Art\, dove è stato esposto dal 15 aprile al 9 agosto 2026. In entrambe le mostre\, Straschnoy presenterà una selezione di opere dalla mostra museale insieme ad alcuni lavori inediti. \n  \n\nThey Must Exist\n21 settembre – 20 ottobre 2026 \nInaugurazione: lunedì 21 settembre 2026  ore 18.00- 20.00 \nLuogo: SUBPLACE – stazione del passante ferroviario di Villapizzone\, Milano \nGiorni e orari di visita: visibile tutti i giorni negli orari di apertura della stazione (dalle 6.00 alle 24.00) \n  \nContatti: mail: subplacemilano@gmail.com \nWeb:    https://subplace.jimdosite.com \nInstagram: subplacemilano \n  \nDIDASCALIA OPERA:\nAxel Straschnoy\, They Must Exist\, 2026\, installazione composta da tre acrilici su tela (They Must Exist\, We Must Appel to the Beings on Other Planets\, People See in UFOs the Possibility of Advancement and Progress) 90 × 120 cm ciascuna.
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